In questo post vedremo come conoscere il proprio inconscio e i suoi meccanismi.

Dove questo ti sta guidando? Quali sono i meccanismi di autodifesa dal dolore che esso mette in atto e che spesso portano all’infelicità e all’insuccesso?

 

UNA STORIA VERA: UMILIATO DAL FRATELLO

Prendiamo ad esempio un mio cliente: Manuel (nome ovviamente inventato per questioni di privacy). Da piccolo veniva spesso schernito da Ezio, il suo fratello maggiore.

Quando erano a tavola insieme, ogni volta che Manuel apriva bocca, Ezio gli mollava un ceffone sulla faccia, facendolo sentire a disagio davanti alla famiglia e agli amici. Il picco di questo disagio fu quando Manuel si beccò una sberla proprio davanti alla fanciulla di cui si era innamorato. Provando un grandissimo senso di disagio.

“Non importa quanto i genitori o gli altri fermassero e punissero Ezio per le sue cattiverie, ciò che importa è quello che rimaneva impresso in Manuel nel profondo, era la forte emozione negativa e senso di inadeguatezza e vergogna.”

 

Oggi, dopo 30 anni circa da quegli eventi, di cui nessuno si ricordava assolutamente, Manuel è un manager della Microsoft, ma ha un problema: ogni qualvolta si trova a dover gestire una riunione, o quando è seduto a una tavola con altre persone, si blocca e non riesce a parlare.

Questo problema ha ostacolato molto la sua carriera, e fortunatamente all’inizio non aveva molte riunioni del genere. Crescendo di responsabilità e iniziando a gestire più reparti, il problema è saltato fuori prepotentemente, e prima che incontrassi Manuel, era come se brancolasse nel buio, non si rendeva conto di cosa accadeva e cosa lo bloccasse.

Perché quei ricordi erano celati nel suo inconscio, ma lui non ne aveva la più pallida idea, prima di lavorarci su e di riportarli in superficie.

 

L’ERRORE COMUNE CHE FACCIAMO TUTTI

In quel momento Manuel, per i meccanismi di autodifesa che lo portano lontano dal dolore, ha seppellito questa cosa che gli faceva così male. Ha preso questo evento ed è andato a insabbiarlo (cosa che facciamo tutti), cercando di sotterrarlo, come se la sua mente avesse voluto eliminarlo per non sentire più dolore.

Così è andato a depositarlo in un angolo buio della stanza per non vederlo più.

“Forse è capitato anche a te di vivere un evento molto doloroso, da adulto o da bambino e poi è come se la mente lo rimuovesse, come se lo seppellisse per non imbattersi più in quelle sensazioni spiacevoli. Il dolore è talmente grande che per difendersi la mente lo cancella a livello cosciente.”

 

LE TROPPE ASPETTATIVE DEL PADRE

Inoltre il padre di Manuel, figura molto autoritaria e severa, ha voluto proiettare nel figlio il successo che lui non ha vissuto, e fin da piccolo ha avuto la mania di perfezione ed una pretesa sempre molto alta nei confronti del figlio.

Ad esempio, quando il piccolo Manuel felicissimo portava a casa i disegni fatti a scuola, con gli occhi che gli brillavano dalla gioia, invece di lodarlo, gli urlava contro furibondo: “ARGHHHH” – dicendo che quei disegni non andavano bene e che poteva fare molto di meglio.

Che doveva imparare a fare disegni perfetti: deve qui e deve lì e deve deve deve… E Manuel correva disperato in camera sua, piangendo a squarciagola per ore e ore…

“L’inconscio cerca di nascondere e rimuovere quell’evento drammatico per non farlo soffrire, mettendolo nella parte buia della stanza.”

 

QUANTO CI CONDIZIONA L’INCONSCIO?

Quando a scuola iniziava a fare caldo e si passava all’abbigliamento estivo, i compagni prendevano in giro Manuel per la sua corporatura gracile, e lo schernivano continuamente dicendo che sembrava uno scheletrino.

Giorno dopo giorno, Manuel si sentiva sempre più inadeguato e si vergognava di se stesso, perché osservando i modelli e gli attori che piacciono alle sue coetanee, questi erano ben diversi da lui, con un bel fisico perfettamente muscoloso e possente.

Per questo Manuel introietta la falsa convinzione che se non ha quel fisico non è all’altezza o significa che non vale come qualcun’altro, o non merita di innamorarsi di una ragazza, o non merita di fare cose belle.

E così,  giorno dopo giorno, alimentando questi falsi convincimenti, inizia a crederci davvero fino al punto da intaccare la sua IDENTITA’, ed entra cosi in un loop  distruttivo.

 

GLI EVENTI CHE TI SEGNANO

Un giorno capitò un evento che andò a segnare la vita di Manuel, aggiungendosi agli altri.

Mentre andava davanti alla ragazza dei suoi sogni, la splendida amichetta che sogna ogni volta che dorme e su cui si è fatto mille film d’amore con i cuoricini, e con l’odore dei petali di rosa che svolazzano nella sua immaginazione insieme a lei.

Proprio nel momento in cui stava camminando verso di lei, in preda di mille emozioni che ribollivano in lui, tra un passo e l’altro, passarono dietro di lui due bulletti e iniziarono a insultarlo pesantemente per il suo aspetto fisico urlando e sghignazzando:

“ECCO LO SCHELETRINO AHAH EHAH ECCO MANUEL LO SCROCCHIAZEPPI  AHAHHAAHA UUUU!!”

E la ragazza che lo guardava e lo stava aspettando inizialmente, mostra uno sguardo compassionevole e poi, si mette a ridere fragorosamente e se ne va.

Quella sera Manuel tornò a casa in uno stato indescrivibile, anzi non voleva proprio tornare a casa, si voleva buttare giù da un ponte con il suo dialogo interiore che diceva: COSA VIVI A FARE, TANTO NON VALI NULLA, TUTTI TI PRENDONO IN GIRO, NON SERVI A NESSUNO!!

E la notte non riusciva a prendere sonno tra un pianto e l’altro.

E indovina dove si è andato a depositare questo altro evento clamoroso della vita di Manuel? Si, proprio nella parte oscura della stanza…

 

RICONOSCERE QUESTI EVENTI E IL PRIMO PASSO

Con il passare del tempo, l’insieme di eventi e del vissuto del bambino che cresce, fa sì che molti altri episodi dolorosi si vanno a depositare nella stanza buia, fino a che non c’entrano più, e iniziano a prendere sempre più spazio della stanza, fino a invadere anche la parte luminosa.


Il papà che litiga e urla contro la mamma, episodi di violenza, giudizi negative della maestra, i primi rifiuti, delusioni sentimentali, etc.

A un certo punto non ti rendi conto che non solo non entra più luce dalla stanza, ma le porte sono coperte e non si vedono più le vie d’uscita. In questo modo la persona si sente “bloccata” e totalmente impotente in alcuni campi, senza neanche saperne il perché.

Ad esempio Manuel iniziò un lavoro di vendita mentre frequentava l’università, ma si sentiva tremendamente inconcludente e non sapeva il perché. Non riusciva ad approcciare a clienti nuovi, e aveva una tremenda paura del giudizio e di cosa potessero pensare di lui.

“Manuel non sapeva che la “cassetta scatenante” di quell’evento risaliva a decine di anni prima, quando il forte dolore emotivo legato al rifiuto e al giudizio, l’ha segnato inserendolo in una gabbia invisibile.”

Facendo con lui un lavoro particolare in una seduta di coaching, siamo andati a sciogliere questo blocco,  riscrivendo un nuova traccia inconscia, dando un’alternativa positiva al suo inconscio.

Ciò ha condizionato fortemente la sua realtà sbloccandolo totalmente, facendogli riprendere il suo potere con grande sicurezza, amor proprio, stima, determinazione.. a riprendersi la sua vita

Quali sono quegli eventi che il tuo inconscio a nascosto per bene ma che condizionano notevolmente la tua vita? Da dove derivano quelle sensazioni di disagio che provi in alcune situazioni?

Ti sei mai fermato a riflettere su stesso e su quanto ti è accaduto e ti accade intorno a te e dentro di te?

Iniziare a riconoscere i meccanismi di difesa del proprio inconscio è un passaggio importante per la tua evoluzione, come venditore, come professionista, ma soprattutto come persona.

Oviamente questo tema è talmente delicato, intimo e personale, che per scovare i sabotaggi o la “cassetta scatenante” sepolta nell’inconscio, è necessario fare un lavoro one-to-one, in cui una persona esterna e non coinvolta emotivamente,  ti aiuta a tirar fuori queste vecchie ferite inconsce e a “risanarle”.

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